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Alimentazione nel neonato e nel lattante e disturbi del neurosviluppo

Dott.ssa Eleonora Lombardi Mistura - Pediatra di Famiglia, docente di medicina fisiologica di regolazione, socio SIPNEI - Società Italiana di PNEI.

 

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Abstract

I Disturbi del Neurosviluppo Infantile sono quadri clinici neurologici caratterizzati da grande comorbilità con comparsa nei primi anni di vita. Le loro radici sono profonde e la loro eziologia a probabile partenza già dal grembo materno. L'attenzione della comunità scientifica da anni studia la correlazione tra infiammazione sistemica cronica e neuro-infiammazione come trigger scatenante di questi disturbi.

Il microbiota intestinale sembra essere un protagonista centrale nella modulazione dell'infiammazione sistemica e cerebrale. La nutrizione del neonato (prime 4 settimane di vita) e del lattante (1°anno di vita) in quest'ottica diviene centrale per lo sviluppo di un microbiota intestinale sano, per un corretto cross-talk tra intestino e cervello. Il latte materno viene oggi studiato non solo per le sue proprietà nutrizionali ma anche per le sue capacità epigenetiche e modulatorie del sistema immunitario; viene riconosciuto come alimento in grado di ridurre la probabilità di sviluppo di patologie croniche e quindi come valida profilassi nei confronti dei Disturbi del Neurosviluppo infantile. Sembra inoltre che la ossitocina, prodotta in grande quantità nell'allattamento al seno, sia in grado di far sviluppare nella maniera corretta il cervello del bambino indicando che il “bonding” tra madre e figlio agisce potentemente come stimolo per il Sistema Nervoso Centrale per il neonato e per il lattante. Importante si rivela anche il periodo della introduzione della alimentazione complementare sia nei tempi (non deve essere troppo precoce), sia nella scelta delle materie prime da offrire al bimbo (le fibre solubili e gli acidi grassi insaturi a lunga catena per esempio sono fondamentali). Attenzione molto alta deve essere tenuta nei confronti dei coloranti e dei metalli pesanti che possono essere contenuti negli alimenti e danneggiare profondamente lo sviluppo neurologico del bambino nel primo anno di vita.

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