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Il cervello soffre: dalla vita alla clinica

Prof. Stefano Pallanti - Medico. Psichiatra, neurofisiopatologo - Professore di psichiatria di precisione e terapia d'avanguardia dei disturbi neuropsichiatrici presso l’Università di Firenze. Direttore dell’Istituto di Neuroscienze.

 

Abstract

Tra gli esercizi spirituali fondamentali vi è la pratica dell’Attenzione, cioè di una vigilanza costante sulla propria vita interiore. Questa disposizione consolida la conoscenza di sé e permette di controllare desideri ed emozioni (P. Hadot).

Però la stessa attenzione può divenire una trappola di fronte all’esperienza del dolore Nel corso degli ultimi anni un numero crescente di studi che indagano le funzioni cognitive in pazienti con dolore cronico sono apparsi in letteratura. La percezione del dolore influenza la plasticità neuronale e le funzioni cognitive, tra cui l’attenzione. Dolore e attenzione si influenzano a vicenda, e la loro interazione è data dall’interconnessione di tre sistemi neurali, ognuno con specifiche funzioni, che possono essere più o meno disfunzionali, con una ricaduta negativa sulla capacità di spostare l’attenzione dallo stimolo doloroso.

La Fibromialgia è uno dei disturbi caratterizzati da dolore cronico che risulta anche caratterizzato dalla presenza di una disfunzione cognitiva chiamata “fibro-fog”, che include problemi di concentrazione, difficoltà di memoria e confusione (Kratz et al 2019). In un nostro studio recente, l’ADHD è stato trovato nel 24.5% di pazienti con fibromialgia, e tale comorbidità risultava associata ad una sintomatologia fibromialgica più severa, ad una maggiore compromissione psicosociale e un maggior uso di oppioidi con rischio di dipendenza da essi. Il trattamento non farmacologico del dolore si basa spesso su interventi che allenano la capacità di spostare l’attenzione da esso, però possono non funzionare in coloro che a causa dell’ADHD non sono in grado di controllare le capacità attentive. I farmaci per l’ADHD hanno dimostrato una efficacia anche nella riduzione della percezione del dolore e ci sono dati a sostegno del loro effetto epigenetico, che li indicherebbe come disease modifiers, modificando l’andamento del disturbo. Altre modalità che si stanno sperimentando includono la combinazione di esercizi di autosuggestione ipnotica e Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS).

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