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Il ruolo del microbiota intestinale nei disturbi del Neuro-sviluppo: nuovi possibili approcci terapeutici

Dott. Paolo Mainardi - Chimico, ricercatore indipendente, si occupa dal 1981 di neurochimica dell’epilessia, studioso del microbiota intestinale.

 

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Abstract

Lo sconvolgimento dei ceppi batterici della donna in gravidanza, che arrivano ad essere simili a quelli responsabili della sindrome metabolica, non è tanto dovuto alla aumentata necessità nutrizionale, ma al dover realizzare in 9 mesi tot chilogrammi di tessuti del feto. Processo che è portato avanti dalle citochine antinfiammatorie, normalmente utilizzate per ricostruire i tessuti danneggiati o rigenerarli nel processo di morte naturale, l’apoptosi.

La capacità di condurre correttamente questi processi dipende dalla forza del microbiota della donna, ossia dalla sua biodiversità dei ceppi batterici, infatti sempre più studi dimostrano un'aumentata incidenza di problemi del neurosviluppo in bambini nati da madri con precedenti periodi di infertilità, aborti spontanei come altri problemi incorsi durante la gravidanza, anche a seguito di forti stress.

Durante la vita fetale viene acquisito un campione del microbiota della mamma, che si svilupperà fino a diventare un terzo della popolazione batterica, composto da simbionti permanenti, estremofili, che costituiscono “la zoccolo duro” del microbiota dell’adulto. Questi, durante i famosi primi 1000 giorni di vita, controllano lo sviluppo della biodiversità del microbiota, stimolata soprattutto dal cibo (svezzamento), a cui corrisponde un aumento della forza del microbiota del bambino che arriva ad essere capace di gestire la dieta dell’adulto, ma a cui corrisponde anche la forza con svolge i preziosi ruoli di controllo di tutte le nostre funzioni fisiologiche, e, non da ultimi, i continui processi riparativi che ci mantengono sani riparando continuamente i danni che subiamo dall’ambiente.

Lo stesso nostro DNA subisce 10^21 danni al giorno, senza i preziosi meccanismi di riparazione, gestiti dal microbiota, non esiterebbe l’Uomo sulla Terra.

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