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Dalla cellula all’IO: baedeker di un embriologo alla scoperta della coscienza

Prof. Gianfranco Tajana - Già Ordinario di Istologia ed Embriologia generale e di Anatomia Umana Gianfranco Tajana è un indagatore del “perché” delle “forme” e di come queste si costruiscono e si mantengano nel tempo e nello spazio.

 

Abstract

La neurogenesi, dallo zigote al cervello, è il risultato sintetico di un modello di sviluppo epigenetico conservatosi nel corso dell’evoluzione naturale. I meccanismi epigenetici che ne regolano lo sviluppo, sono capaci di tradurre il suo codice genetico in forme e funzioni che persisteranno nel cervello come “modelli” di processi mentali. I nostri processi cognitivi sono pertanto “una replica” delle tendenze embrionali acquisite, connaturate nello sviluppo, modelli fondamentali che si riesprimono durante la percezione o il pensiero. Il nostro cervello, prima di pensare, riflette.

Lo stesso linguaggio è una prerogativa istintiva del corredo biologico del nostro cervello, lungi dall’essere un artefatto culturale, Il linguaggio fa parte di un mondo indipendente formato da rappresentazioni mentali che agiscono da intermediarie tra il soggetto che osserva e gli oggetti osservati come descritto dal realismo diretto di Jerry Fodor e Steven Pinker. La stessa struttura della mente tuttavia non è un circuito stampato che produce funzioni, ma è piuttosto un'attività ricorrente che si attualizza nel comportamento. La conoscenza è una modalità di crescita che viene trasferita dall'embrione alla vita adulta. Mentre la morfogenesi embrionale definisce la struttura della forme, quella fetale predispone le funzioni future.

La nostra esistenza non inizia alla nascita ma al concepimento, e probabilmente ancora prima. Quello che accade durante 280 giorni nell'ambiente intrauterino produrrà effetti duraturi sulla nostra salute e condizionerà il nostro destino. La neuro-epigenetica, costituisce l’interfaccia naturale tra genoma ed influenze ambientali, grazie ai suoi molteplici meccanismi determina alterazioni nella funzione neuronale modificandone la struttura attraverso la plasticità delle sue reti sinaptiche.

Gli stessi processi epigenetici intervengono nella formazione e nel consolidamento della memoria e aiutano a trasmettere le esperienze acquisite attraverso le generazioni con modalità lamarchiane. Grazie alla sua neuro-plasticità il cervello adulto può formare sempre nuove connessioni sinaptiche, ma può anche rimuovere interi circuiti neuronali come risposta all'apprendimento anche in età avanzata.

Le interazioni tra l'organismo e l'ambiente generano cascate di espressione genica, sintesi proteica, neurogenesi e guarigione che operano tramite i principi darwiniani di variazione naturale e selezione a tutti i livelli, dal genomico molecolare agli stati soggettivi di coscienza. La neuroplasticità e la genomica psicosociale possiedono i meccanismi attraverso i quali le forze psicosociali modellano la neurobiologia. Lo stress psicosociale può determinare attraverso uno splicing alternativo di tratti del genoma che contengono una particolare classe di geni, identificati come geni attività o esperienza-dipendenti, possono modulare funzioni complesse della fisiologia e della psicologia.

La genomica psico-sociale e culturale ci indica come esperienze soggettive della coscienza umana, la nostra stessa percezione del libero arbitrio, il nostro comportamento e le dinamiche sociali che viviamo possono modulare l’espressione genica e viceversa nel bene e nel male attraverso il controllo epigenetico dei meccanismi di trascrizione. La genomica psicosociale traccia dei sentieri di comunicazione circolari che connettono l’ambiente l’espressione genica, il corpo, la mente e lo spirito.

La coscienza scaturisce dalla integrazione tra l’ambiente, la cultura, l’espressione genica attività-dipendente e una sorprendente sintesi proteica continua. In altre parole l'attività del nostro genoma può essere modificata dai segnali psicosociali provenienti dall'ambiente, dalla cultura, dall'apprendimento e dalla motivazione. La genomica psicosociale sta cominciando a fare intravedere possibili spiegazioni al problema filosofico cartesiano mente-corpo.

La mia presentazione partirà dalla tripartizione ontologica della "teoria dei tre mondi" di Popper ed Eccles: il "Mondo 1" è composto dagli oggetti fisici e dai fatti naturali, il "Mondo 2" dagli stati di coscienza soggettivi e il "Mondo 3” dai contenuti del pensiero, ossia le teorie. Dal mondo fisico emerge la vita cosciente, e da essa il regno della conoscenza e della cultura. Cervello e mente sono connessi tramite campi di probabilità quantistica.

Seguirò quattro percorsi:

Percorso 1: Dal The self and its brain di Popper ed Eccles, attraverso Ghost in the machine di Gilbert Ryle fino alla Genidentità di Kurt Lewin.

Percorso 2: I tentativi di identificare le sedi anatomiche della coscienza: dalla mente bicamerale di Julian Janes alla neuroimaging funzionale .

Percorso 3: La Neurodinamica Quantistica di Roger Penrose dalla Orch OR' theory (Orchestred objective reduction) alla Neuroquantology.

Percorso 4: Dai meccanismi diafonici della neuroepigenetica embrionale al trasferimento trans-generazionale della coscienza.

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