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Un disturbo minore del neuro-sviluppo: la balbuzie in età prescolare e scolare-adulta

Dott.ssa Chiara Comastri - Psicologa, specializzata nella rieducazione della balbuzie attraverso il Metodo Psicodizione, da lei stessa ideato.

 

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Abstract

La balbuzie evolutiva nel DSM-5 è inserita tra i disturbi del neurosviluppo che si manifestano in età prescolare (APA, 2013). Viene descritta classicamente come un’alterazione della normale fluenza e i sintomi insorgono tipicamente tra i 2 e i 4 anni. Di tutti i bambini che iniziano a sperimentare disfluenze tipiche della balbuzie (SLD), circa l’80% va incontro a remissione spontanea nel primo anno. La persistenza del disturbo nella popolazione mondiale adulta è stimata intorno all’1%, con rapporto M:F di 4:1 (Yairi & Ambrose, 2013).

La balbuzie è associata a morbilità psicosociale in adolescenti e adulti, con progressivo peggioramento della qualità della vita e maggior probabilità di sviluppo di ansia sociale, disturbi dell’umore o di personalità (Perez & Stoeckle, 2016). L’intervento precoce è, quindi, fondamentale e gli studi mostrano che trattare i bambini prima dei sei anni ha una più alta probabilità di recupero persistente e un minor rischio di recidive (Ingham & Cordes, 1998; Koushik, 2009). Resta, purtroppo ancora oggi, moltissima disinformazione sull’argomento e ciò ritarda la possibilità di trattamento peggiorando la prognosi.

L’approccio di Psicodizione sposa il modello multifattoriale che descrive la balbuzie come un problema neurocomportamentale e integra variabili causative fisiologiche, linguistiche, psico- emotive e ambientali (Smith & Weber, 2017). I bambini nascono con una predisposizione, ma è la combinazione di più fattori intrinseci ed estrinseci che spiega esordio, sviluppo e severità del disturbo. Proprio lavorando massicciamente su queste componenti è possibile modificare le strategie di coping disadattivo, costruire nuove competenze e considerazioni che permettono di percepirsi comunicatori efficaci, fino ad arrivare a superare il disturbo.

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